"...rinunciò a capire se stessa, e si unì al grande esercito degli ottenebrati, che non seguono né il cuore né il cervello, e marciano verso il loro destino sotto le insegne del luogo comune. Quell'esercito pullula di anime buone e pie. Ma si sono arrese all'unico nemico che conti, il nemico interiore. Hanno peccato contro la passione e la verità, e si affannano veramente dietro la virtù. Col passare degli anni, diventano oggetto di critica. La loro bontà, la loro pietà, mostrano le crepe, la loro arguzia diventa cinismo, il loro altruismo ipocrisia; dovunque vadano, provano e producono malessere. Hanno peccato contro Eros e contro Pallade Atena, e sarà il normale corso della natura, non un intervento celeste, a vendicare quelle divinità alleate."
[Camera con vista - E.M. Forster]
"Il vero amore è dei poveri. Un uomo e una donna, poveri, che si sposano, debbono riunire le loro anime in una per resistere e farsi coraggio. Amarsi è farsi coraggio, è difesa, sangue che si aggiunge al tuo sangue, omertà anche. Un uomo povero che dal suo lavoro ricava sempre miseria, è più forte con una compagna al fianco. Soltanto allora valuta appieno il vigore delle proprie braccia, il significato della propria presenza sulla terra, vede chiaro e distante: le sue angosce annegano in una carezza.
Ma l'amore dei poveri è il più fragile: o il mosaico delle anime combacia perfettamente o tutto si frantuma e disperde, e l'amore diventa abbrutimento, diventa disperazione, diventa odio, ed anche tragedia. Un uomo povero può commettere tutti gli errori che la sua povertà gli suggerisce: può bestemmiare ed ubriacarsi, può perfino odiare il lavoro e perfino, in un attimo di smarrimento, rubare. Troverà sempre l'energia per riabilitarsi. Ma non gli è consentito sbagliare nello scegliersi la compagna. Questo errore gli ghiaccia il cuore, gli avvelena il sangue, non vi sarà più orizzonte davanti a lui, poiché il suo orizzonte era amore."
[Cronaca familiare - V. Pratolini]