venerdì, 18 febbraio 2005

Finora non ho mai pensato. Ho vissuto come un animale, limitandomi a sentire le cose. Ma il discorso di quel giovane anarchico ha provocato nel mio animo un terremoto morale. Tu hai detto che il mio corpo era un tempio e avevi ragione, dentro di me è apparso Dio. Lui mi parla senza posa. Senti cosa dice: "Figlio mio, sei ciò che sei nel presente, lasciati alle spalle il passato, non farti carico delle colpe. Liberati da ogni preoccupazione per il futuro. Preparati a impegnarti per la tua evoluzione fino all'ultimo istante della vita. Non rendere conto a nessuno, sii il tuo stesso giudice. Se vuoi vincere impara a perdere. Non definirti mai in base a ciò che possiedi. Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare. Non pensare di esistere individualmente; ciò che fai, si fa. Solo accettando che nulla è tuo sarai padrone di tutto. Mutati in una offerta totale. Dà, ma non costringere a ricevere. Non far sentire colpevole nessuno, sei complice di ciò che accade. Smetti di chiedere e comincia a ringraziare. Ottieni per ridistribuire. Scopri le leggi universali ed obbedisci ad esse. Non eliminare, trasforma. Insegna agli altri ad imparare da se stessi. Con il poco che hai, fai il massimo che puoi. Dà da mangiare all'affamato, ma non trattenerlo alla tua mensa. Non chiederti dove vai, avanza facendo passi giusti. Saltare è bello quanto strisciare: non metterti a confronto con gli altri, sviluppa i tuoi propri valori. Cambia il tuo mondo o cambia mondo. Ciò che è necessario è possibile. Se vuoi eliminare i vizi degli altri purifica te stesso. Ciò che vedi è ciò che sei. Le infermità sono i tuoi maestri. Non toccare il corpo dell'altro per ottenere piacere o per sminuirlo, toccalo per accompagnarlo. Non vantarti delle tue debolezze. Agisci per piacere di agire e non per il risultato favorevole che l'azione potrebbe procurarti. Perdona i tuoi genitori..."

[Quando Teresa si arrabbiò con Dio - A. Jodorowsky] 


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venerdì, 04 febbraio 2005

 -Sto pensando a chissà che faccia avranno fatto quei tarocchi del Circolo quando gli avranno detto che la cassaforte era stata svuotata e tutto quell'oro aveva cambiato padrone. Brutta mazzolata. Mettevano le zampe dove si poteva guadagnare, speculatori e strozzini. Come faranno adesso a prestare i soldi a strozzo? Pare che venivano da ogni parte della spagna a chiedere dei prestiti. E, ogni tanto, per apparire generosi di fronte alla città, facevano un regalo all'ospizio dei vecchi o all'asilo degli orfanelli o pagavano qualche restauro dell Alhambra. Sono loro che hanno in mano il commercio e le industrie, le costruzioni, il gas per l'illuminazione, le strade, il dazio, gli ospedali. Tutti se li tenevano buoni perché con le loro speculazioni davano un pò di lavoro agli operai, agli artigiani, ai carpentieri, ai medici, agli architetti. Saranno ancora così prepotenti quei tarocchi, adesso che quella cassaforte è vuota?
-Te le immagini le risate nelle strade e nelle case di Granada? Alla notizia tutti giù a ridere a crepapancia.
-Io non credo che i poveretti si metteranno a ridere per questo furto- disse Mariana -Guarda che i poveri hanno una grande ammirazione per i ricchi e gli perdonano tutte le porcherie del mondo. Vedrai che a Granada penseranno che questo furto è una disgrazia per la città perché con le loro speculazioni quei tarocchi davano un pò di lavoro ai poveretti. La gente ignorante si accontenta delle bricciole.

[Il circolo di Granada - L.Malerba]


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