"In fondo, la Fotografia è sovversiva non quando spaventa, sconvolge o anche solo stigmatizza, ma quando è pensosa"
"...confermando così le parole di Nietzzsche: -un uomo labirintico non cerca mai la verità, ma unicamente la sua Arianna.-"
"Dicono che, attraverso il suo progressivo lavorio, il Lutto cancelli lentamente il dolore; io non potevo, non posso, crederlo;per me il Tempo elimina l'emozione della perdita (non piango), e basta. Per il resto, tutto è rimasto immobile.Infatti, ciò che ho perduto non è una Figura, ma un essere; e non solo un essere, ma una qualità (un'anima): non già l'indispensabile, bensì l'insostituibile. Io potevo vivere senza la Madre (noi tutti lo facciamo prima o poi); ma la vita che mi restava sarebbe sicuramente stata sino alla fine inqualificabile (senza qualità)."
[Roland Barthes - La camera chiara - Einaudi]
[5] Ha contorni netti il vuoto come i confini di una forma, definita e chiara. E il suo spazio è più ampio di quello di una presenza perché non v'è abitudine alcuna.
"La necessità di questo libro sta nella seguente considerazione: il discorso amoroso è oggi d'una estrema solitudine. Questo discorso è forse parlato da migliaia di individui, ma non è sostenuto da nessuno [...] quando un discorso viene, dalla sua propria forza, trascinato in questo modo nella deriva dell'inattuale, espulso da ogni forma di gregarietà, non gli resta altro che essere il luogo, non importa quanto esiguo, di un'affermazione"
[Roland Barthes - Frammenti di un discorso amoroso - Einaudi]
D'un tratto mi balza estremamente fredda e chiara la verità allo sguardo. Quello che mi manca non è la persona in se di cui io ricordo la morbidezza delle labbra o la purezza dello sguardo, ma il pieno che riempiva qualcosa dentro me.
S'approssima la lingua nello spazio dove prima c'era un dente, non del dolore s'accorge, ma del vuoto.
Ci sono esistenze di cui non si sa nulla, un'infinità di mondi che ricoprono lo spazio lasciato vuoto dai pensieri. Ricamano arabeschi sul mio cammino e mi pervadono di un'euforia che mi fa trattenere il respiro, mi illumina il volto e schiarisce la voce. Mi rallegra l'esistenza di queste persone e la possibilità di incontrarle.
Ci sono momenti in cui il confine diventa labile e le cose si confondono. Si passa la vita a dimenticare o solo accantonare dolori che ci hanno segnato il passato o assenze che hanno svuotato di valore momenti importanti, poi un giorno il dolore o l'assenza si ripete nell'eterna ciclicità della storia. Possono passare anni oppure solo giorni e quella precisa sensazione torna a rivangare il passato; ci tornano alla mente odori, profumi, colori di quel particolare momento. Una lacrima che spinge negli occhi, il passato è un filo pieno di nodi in cui la mano della mente si incastra mentre lo percorre a ritroso. Un dolore lancinante allo stomaco, mentre il respiro si inerpica piano su per il freddo del ricordo. Non ci sono più confini agli accadimenti, ciò che è stato è come ciò che accade e il presente sembra non avere più alcun significato sul volto sovrapposto delle mille anime sfiorate e poi perse.
Montedidio
"[...] dice che tutti gli occhi per vedere hanno bisogno di lacrime, se no diventano come quelli dei pesci che all'asciutto non vedono niente e si seccano ciechi. Sono le lacrime, dice, che permettono di vedere. Vengono senza spinta di piangere. Faccio di sì con la testa e sento due lacrime pizzicare in cima al naso per uscire."
"Ci sto io: tutt'insieme divento importante. Finora la mia presenza, c'era o non c'era, non spostava niente. Maria dice che io ci sto e così ecco qua me n'accorgo pure io che ci sto. Mi chiedo da solo: non me ne potevo accorgere per conto mio di esserci? Pare di no. Pare che ci vuole un'altra persona che avvisa."
[Erri De Luca - Montedidio - Feltrinelli]
[4] Il passato è un falò che brucia lasciando vuoti; dalle ceneri spunteranno nuove verità e fresche inquietudini.
Frammento 111 (129)
Quanto più alta è la sensibilità, e più sottile la capacità di sentire, tanto più assurdamente essa vibra e freme per le piccole cose.
Frammento 159 (263)
Non l'amore, ma i suoi dintorni valgono la pena...
[Fernando Pessoa - Il libro dell'inquietudine - Feltrinelli]